L'antico Mulino Caruso - Filadelfia, Provincia di Vibo Valentia

Indirizzo: 89814 Filadelfia VV, Italia.

Sito web: facebook.com
Specialità: Ambiente e risorse naturali rinnovabili.

Opinioni: Questa azienda ha 2 recensioni su Google My Business.
Media delle opinioni: 5/5.

📌 Posizione di L'antico Mulino Caruso

L'antico Mulino Caruso 89814 Filadelfia VV, Italia

L'Antico Mulino Caruso, situato nell'idillio del paesino di Filadelfia, in provincia di Vibo Valentia, è un'azienda che si distingue per la sua profonda sensibilità verso l'ambiente e le risorse naturali rinnovabili. Conosciuto fin dalla sua fondazione per la produzione di farine di alta qualità, L'Antico Mulino Caruso si è evoluto nel tempo, diventando un punto di riferimento per tutto ciò che riguarda il rispetto dell'ambiente e la sostenibilità.

La struttura si trova all'Indirizzo 89814 Filadelfia VV, Italia, e pur non avendo una pagina web ufficiale, è possibile trovare informazioni e notizie sulle attività dell'azienda seguendo il link del loro profilo Facebook: facebook.com.

Specializzati nella promozione dell'ambiente e delle risorse naturali rinnovabili, gli esperti di L'Antico Mulino Caruso lavorano armoniose con la natura, utilizzando tecniche di coltivazione e produzione rispettose dell'ecosistema. La loro dedizione al benessere dell'ambiente è ampiamente apprezzata, come si può evincere dalle recensioni positive che l'azienda ha ricevuto. Su Google My Business, L'Antico Mulino Caruso ha raccolto 2 recensioni, con una media di punteggio di 5/5, testimonianza della loro professionalità e del loro impegno nell'ambito delle risorse naturali rinnovabili.

La loro attività non si limita alla produzione di farine di alta qualità, ma si estende anche all'organizzazione di eventi e iniziative di sensibilizzazione sul tema dell'ambiente, coinvolgendo sia la comunità locale sia i visitatori provenienti da tutto il mondo.

Per coloro che sono interessati a saperne di più su L'Antico Mulino Caruso e le sue iniziative, si raccomanda vivamente di visitare la loro pagina Facebook, dove si possono trovare aggiornamenti sulle ultime novità e sugli eventi in corso. Non si tratta solo di una semplice azienda agricola, ma di un'esperienza unica che può arricchire il proprio percorso di crescita e di sensibilizzazione verso le tematiche ambientali.

👍 Recensioni di L'antico Mulino Caruso

L'antico Mulino Caruso - Filadelfia, Provincia di Vibo Valentia
Francesco C.
5/5

È una delle numerose strutture idrauliche meglio conservate che fin dal medioevo furono edificate lungo gli alvei dei torrenti Prantari e Greto. Il funzionamento è riconducibile al tipo greco-calabrese, con asse verticale e ruota orizzontale. La struttura idraulica utilizza ancora l’acqua proveniente da un canale (gora) che capta l’acqua all’ estremità superiore (prisa), nel punto di confluenza con il corso d’acqua.
Nell’insieme si distinguono cinque elementi: 1- la gora in terra; 2- l’acquedotto (ponte-canale); 3- la saitta; 4-il vano di rotazione (schjicchju); 5-il vano di macina.
La gora in terra è un canale lungo 500 m (gora) compreso tra la saitta e la prisa. Realizzato con lieve inclinazione lungo una curva di livello, convoglia l’acqua necessaria al funzionamento del mulino.
Acquedotto (ponte-canale). Il ponte-canale è il tronco terminale della gora delimitato da spallette laterali. E’ collegato al punto superiore della saitta con un sistema di arcate in muratura.
3- La saitta appare all’esterno come una sorta di torre alta dieci metri, con ampia e possente base per resistere alla pressione dell’acqua; l’interno è una cisterna a cono rovesciato. Rivestita di blocchi in pietra lavorata e disposti in forma cilindrica, a diametro decrescente, presenta una sezione di pochi centimetri nel punto in cui si innesta alla camera di rotazione (schjichjju). Nel punto più alto si apre il pozzo circolare largo più di un metro, dal quale l’acqua, a caduta, riempie il cono interno, il cui stretto fondo è sigillato da un blocco di pietra squadrata (cannedaru) con boccaglio metallico (canneda)
4- Camera di rotazione (schjicchjju). L’ambiente, piuttosto angusto, presenta la volta (làmia), alta un metro e mezzo e lunga due; l’arco di deflusso dell’acqua presenta un diametro di un metro e mezzo. La ruota è azionata da un forte getto d’acqua che fuoriesce dal boccaglio (cannedaru), la cui forza è regolata da cannelli metallici di diversa misura e quindi adeguati alla portata del torrente. Nei periodi di magra si usano i cannelli con sezione piccola; al contrario, quando la portata è notevole, quelli con la sezione più larga. I raggi della ruota (pinniedi), investiti dai getti d’acqua, imprimono una forza tale da far girare la macina soprana, collegata alla ruota del mulino per mezzo di un asse verticale. La macina di sopra è, dunque, mobile, quella di sotto è fissa. L’estremità superiore dell’albero (fusu) è inserita in un incastro praticato nella parte inferiore della macina superiore (‘e supa). Il fusu poggia sul piede del mulino con una punta ben temprata, allocata in una piastra. Nel vano (schjicchjju) è collocato anche un regolatore di distanza tra le due macine (viti), utilizzato per produrre diverse qualità di farina. E’ costituito da un asse di ferro, sostenuto da una traversa di legno ortogonale a quella che sostiene il fuso della macina mobile. Il congegno è azionato da una vite posta al piano di molitura. Tramite una manopola collegata al vano sottostante (schjicchu) il mugnaio poteva deviare il getto e arrestare il moto delle macine.
5- Il vano di macina. Nel vano di macinazione sono allocate le macine e la trimoja. In genere le macine erano realizzate in pietra granitica locale. Le migliori erano quelle importate da la Fertè sous Tonnarre (Francia)-(pietri francesi). Quando le mole si lisciavano a causa del continuo sfregamento, venivano rigenerate con l’aguzzatura. La trimoja è il contenitore dentro il quale si versano i cereali per essere macinati. La parte inferiore presenta un’apertura dalla quale i cereali (vittajju) cadono nella canaletta grazie alle vibrazioni che la battola (gattaredha), a contatto con la macina mobile, trasmette alla canaletta (civaturi), posta sotto l’apertura inferiore della tramoggia. La canaletta è sostenuta ad un’estremità da una corda che, mediante una manopola (mandaliedu) sistemata nella parte superiore della tramoggia, regola l’inclinazione della canaletta medesima, quindi il deflusso dei cereali nell’apertura circolare della macina (uocchjju da’ macina)

L'antico Mulino Caruso - Filadelfia, Provincia di Vibo Valentia
Ivan G. V.
5/5

luogo storico culturale, da visitare in sintonia con i proprietari che saranno lieti di trasformarsi come guida turistica per spiegare e raccontare soprattutto la storia della famiglia Caruso che oggi con i suoi racconti tienie in vita la storia del mulino stesso, struttura che a suo tempo il nonno mandava avanti un'intera famiglia con la produzione di farina, con grani che all'epoca venivano prodotti nei terreni circostanti.

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